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Costone crollato, proprietari hanno 5 giorni per sistemarlo. Nuovo alloggio per gli sfollati

Il terreno scivolato giù a Rio vivo è privato e tocca ai titolari dell’appezzamento intervenire con la messa in sicurezza urgente. L’ordinanza del sindaco scade il 30 gennaio prossimo. In caso di mancato intervento, le due anziane proprietarie residenti a Roma andranno incontro a una denuncia, mentre il Comune farà i lavori rifacendosi economicamente su di loro. Intanto le tre famiglie sgomberate venerdì hanno trovato posto all’hotel Europa ma chiedono di rientrare nelle rispettive case quanto prima.

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I proprietari dei terreni franati nella notte fra il 19 e il 20 gennaio a Rio Vivo hanno ancora pochi giorni per avviare i lavori di messa in sicurezza del costone che sovrasta le abitazioni ai numeri civici dal 256 al 278 di via Rio Vivo. Si tratta di due anziane non residenti a Termoli, ma a Roma, alle quali l’ordinanza del Comune è stata da subito notificata.

Due signore per giunta molto anziane, classe 1933 e 1938, originarie di Cocullo, in provincia de L’Aquila e residenti nella Capitale. Per loro quei terreni di via Rio Vivo scivolati sotto la forza impetuosa della pioggia non sono infatti il luogo di residenza. Lo è invece per le tre famiglie costrette a sgomberare nelle prime ore di venerdì scorso. Per loro, dopo una provvisoria sistemazione nel b&b “Le Acacie”, c’è stato un nuovo spostamento. Attualmente sono alloggiate nell’hotel Europa, lungo la statale 87. Chiaramente però vorrebbero rientrare in tempi rapidi nelle proprie case, specie chi ha subito pochissimi danni ma ha avuto lo sgombero solo per precauzione.

Adesso tutto dipenderà da cosa faranno i proprietari di quel costone. L’ordinanza firmata dal sindaco Sbrocca ha dato loro dieci giorni di tempo per provvedere alla messa in sicurezza. Scaduto quel termine che equivale al 30 gennaio prossimo, sarebbe lo stesso Comune a intervenire, rifacendosi poi delle spese sugli stessi proprietari dei terreni, che oltretutto andrebbero incontro a una denuncia penale per mancata ottemperanza.

Difficile al momento stabilire modalità e tempistica dei lavori che occorrono, anche perché i terreni sono ancora zuppi d’acqua e intervenire adesso sarebbe più difficoltoso. Così come appare prematuro fare una valutazione economica di quella che potrebbe essere la spesa, da stabilire solo dopo aver chiarito assieme a dei tecnici incaricati, quanti soldi ci vorranno per dare una sistemata a quella collinetta. Quel che è certo è che non sarà una spesa di poco conto per i proprietari ma l’intervento è necessario e urgente, specie se si pensa che l’inverno è solo a metà.

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