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Terremoto, quattro forti scosse sentite in Molise. Paura nelle scuole, al via i sopralluoghi foto

Ben tre terremoti in un’ora nel Centro Italia, un altro alle 14,33. In molte scuole del Basso Molise i genitori sono andati a riprendere i propri figli. A Termoli sopralluoghi negli uffici pubblici. La prima scossa alle 10,25 di magnitudo 5.1, con epicentro a Montereale, fra Rieti e L’Aquila. La seconda è stata più forte e lunga, di magnitudo 5.4 e ha fatto tremare tutto l’Appennino alle 11,14, con epicentro a Capitignano. La terza, ancora molto forte e simile alle altre è avvenuta alle 11,26 a Pizzoli, tutti piccoli centri dell’aquilano. Infine la quarta, ancora di 5.1. Tutte sono state avvertite distintamente nel Molise, specie nei piani più alti dove molti cittadini hanno avuto paura osservando i lampadari oscillare. Non si segnalano danni né feriti, ma le due scosse arrivano proprio nel bel mezzo dell’emergenza neve.

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Tre forti scosse di terremoto nel Centro Italia nell’arco di un’ora, poi una quarta dopo pranzo, tutte superiori a 5 di magnitudo. Dopo la prima che si è verificata questa mattina alle 10,25, un secondo sisma alle 11,14 e un terzo alle 11,26. Alle 14,33 un’altra scossa forte, magnitudo 5.1. Mezza Italia trema e la paura è tantissima anche in Molise dove le scosse sono state avvertite distintamente in un periodo di emergenza dovuto al maltempo. E c’è una sorta di fuggi fuggi dalle scuole soin diversi Comuni del Basso Molise fra cui Guglionesi, San Martino in Pensilis e a Montenero di Bisaccia dove i genitori sono andati a riprendere i propri figli. A Ururi invece il sindaco ha fatto evacuare i plessi scolastici. A Termoli il sindaco Angelo Sbrocca ha predisposto sopralluoghi e controlli in tutti gli edifici pubblici.

Il primo sisma è stato avvertito nettamente, specie ai piani alti. Molti cittadini hanno segnalato di aver avvertito la terra tremare e i lampadari oscillare per pochi secondi, rendendosi immediatamente conto di quanto stava accadendo. Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) si tratta di un sisma di magnitudo 5.1 con epicentro localizzato fra L’Aquila e Rieti e più precisamente fra Amatrice e Campotosto, a nove chilometri di profondità. Tutta la fascia appenninica l’ha sentita e segnalazioni sono arrivate dalla Romagna alla Puglia. Attualmente nella nostra regione per fortuna non si segnalano feriti né danni.

Una seconda scossa più lunga e sembra anche più potente, di magnitudo 5.4, si è verificata più o meno nella stessa zona alle 11,15. E’ stata sentita con nettezza a Roma e dintorni, dove è stata evacuata la metro. E solo qualche minuto dopo una terza, forte scossa, alle ore 11,24 di magnitudo 5.3. Questo riporta il sito dell’Istituto nazionale di Vulcanologia. Purtroppo dopo qualche ora più tranquilla ancora un sisma, magnitudo 5.1 ale 14,33. La terra ha ripreso a tremare e la gente è impaurita, come è normale che sia. Altre scosse di potenza inferiore sono state registrate dall’Ingv. Fra queste una di magnitudo 4.6 alle 11,54 a L’Aquila.

Le scosse arrivano dopo i due fortissimi terremoti avvenuti ad Amatrice il 24 agosto e a Norcia il 30 ottobre che hanno messo in ginocchio intere popolazioni del Centro Italia che attendono ancora una sistemazione provvisoria. Questa scossa è quindi collegata alle precedenti, secondo quanto riferito dal Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio. «Ci sono state diverse scosse, la situazione è quasi paralizzata a causa della neve. La gente è spaventata ma noi cerchiamo di tranquillizzarla». Così due geometri termolesi che operano come volontari nelle zone della Provincia di Macerata colpite dal terremoto.

E quanto sta accadendo oggi capita proprio in un momento critico per il Centro Italia, flagellato da un’ondata di maltempo molto lunga e difficile da fronteggiare, con città ricoperte di neve, fiumi in fase di esondazione in Abruzzo e decine di migliaia di persone senza corrente elettrica. La scossa è un’ulteriore mazzata per le persone che stanno affrontando giornate di vera emergenza.

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