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Dopo la neve, emergenza acqua: si rompe Molisano Sinistro, 15mila cittadini a secco

Manca l’acqua in numeri paesi serviti dal ramo sinistro dell’Acquedotto e si attende che Molise Acque riesca a individuare il guasto e a risolverlo. Da Castelmauro a Tavenna, Palata, Montemitro, San Felice e Guglionesi, dove il serbatoio è stato a fatica riempito con il ramo destro e l’emergenza fronteggiata. Resta il problema per diecimila cittadini, alcuni dei quali stanno soffrendo l’interruzione idrica dalla serata di ieri, giovedì.

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Almeno quindicimila cittadini residenti in Basso Molise stanno soffrendo la mancanza di acqua da diverse ore. Alcuni, come nel caso di Montemitro, fin dalla serata di giovedì 12 gennaio. Il guasto alla condotta del Molisano sinistro, uno dei rami dell’acquedotto che rifornisce l’area, risale verosimilmente a quell’ora e il flusso si è progressivamente assottigliato fino a scomparire del tutto, nella mattinata odierna. Con conseguenti grandi disagi per la popolazione, le famiglie con bambini piccoli specialmente, i bar, i ristoranti, le pizzerie. «Se va avanti così dobbiamo chiudere» dicono molti, esasperati dall’ennesima emergenza idrica, che segue di poche ore quella causata dal meteo nei giorni scorsi, con interruzioni di energia elettrica, rischio isolamento, scuole chiuse e pericolo viabilità.

Ora tocca all’acqua, di nuovo. E, ancora una volta, la causa sono le pessime condizioni dell’acquedotto molisano, che si rompe di continuo mandando in tilt la vita del territorio. Ma stavolta la situazione è ancora più critica perché non è chiaro il punto di rottura, verosimilmente seppellito dalla neve. I tecnici di Molise Acque sono intervenuti per i monitoraggi dal mattino, quando è risultato evidente che era accaduto qualcosa. Il Comune di Guglionesi, il più grande tra quelli coinvolti dal disagio, si è ritrovato senza acqua e sono partite le segnalazioni. Ma – incredibilmente – nessuno è in grado di dire come e quando la rottura sarà riparata e quando sarà ripristinata l’erogazione idrica.

Se a Guglionesi, dove c’è un sistema doppio di approvvigionamento, il disagio è stato fronteggiato nel pomeriggio con l’acqua che arriva dalla diga, e che ha fatto risalire il livello del serbatoio comunale portandolo al punto da poter garantire un minimo di fornitura, negli altri paesi persiste l’emergenza. I centri coinvolti dal disagio, definito “gravissimo e vergognoso” da parte dei cittadini, sono Palata, Montecilfone, Tavenna, Mafalda, Acquaviva, San Felice, Montemitro. La rabbia cresce, come l’insofferenza. Le interruzioni di acqua sono ormai – come accertato dalla cronaca – la principale emergenza della zona.

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