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Termosifoni spenti e acqua fredda: il gelo manda in tilt le caldaie. In città si battono i denti

Le ditte di manutenzione e assistenza sono subissate di telefonate: a Campobasso sono tantissime le persone che in questi giorni hanno riscontrato problemi agli impianti di riscaldamento domestici restando senza riscaldamento e acqua calda. "Il guasto più frequente segnalato è il blocco delle caldaie causato da una rottura delle tubature o dall’ostruzione della canna fumaria".

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Le caldaie domestiche possono rompersi tutto l’anno. Ma in questi giorni di gelo e neve le ditte che fanno assistenza e manutenzione sono letteralmente sommerse di chiamate. Lo confermano proprio loro spiegando che in città sono tantissimi i campobassani rimasti senza acqua calda e riscaldamento a causa del più classico blocco della caldaia.
«Un problema molto frequente – dicono dalla Termotecnica Mi.Ma. di via Monte Santo – causato, il più delle volte, dalla rottura di una tubatura gelata o dalla canna fumaria ostruita dopo giorni di precipitazioni intense. Se il gas non passa o non circola l’aria la caldaia si spegne in automatico, insomma si blocca».

E a quel punto è un bel guaio per chiunque, soprattutto per chi ha bambini in casa. Perché è chiaro che con la colonnina di mercurio scesa fino a meno otto in questa settimana appena trascorsa anche lavarsi la faccia al mattino diventa un problema.
«Ieri per darmi una sciacquata ho dovuto mettere l’acqua sul gas per scaldarla come faceva mia nonna» racconta Camilla facendo capolino dal suo sciarpone di lana mentre attende a casa il tecnico per la riparazione: «Lo sto chiamando da due giorni, prima non c’era il pezzo di ricambio, ora non risponde più a telefono, in una situazione normale l’avrei già mandato al diavolo invece sono costretta a pregarlo e a sperare che arrivi il prima possibile visto che qui si gela».

Inevitabile, nella necessità, fare buon viso a cattivo gioco «anche perché – riferisce Paolo, segretario di una ditta di impianti a Colle dell’Orso – oltre al lavoro straordinario di questi giorni c’è anche tanto arretrato per le revisioni annuali che fino a gennaio possono essere ancora fatte».

A volte però c’è anche incuria da parte dei proprietari di casa «che non sostituiscono le vecchie caldaie oppure tengono la nuova sul balcone senza un box protettivo».

Usura di valvole, ventilatore o scambiatore andati, schede elettriche bruciate dai fulmini «tutte ipotesi che possono verificarsi sempre non solo col freddo», rendono necessario reperire i pezzi di ricambio «e con la neve anche le consegne si sono rallentate» spiegano ancora dalla ditte campobassane contattate.

La ciliegina sulla torta? I possibili danni causati dai vicini di casa ai quali scoppia una tubatura che allaga anche il piano di sotto. E qui, dopo aver chiamato idraulico e caldaista entrano in scena anche gli imbianchini che dovranno ritinteggiare casa. Non ora, certo. A questo punto vale la pena aspettare la primavera.

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