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In una città europea per 2 giorni con 120 euro. “Vi dico io come si fa”. La scommessa di Marika foto

Marika Laurelli, campobassana di 25 anni, gestisce un blog vacanziero che si chiama ’Gate 309’ in cui racconta le esperienze vissute durante i suoi numerosi viaggi e fornisce consigli a chi ha intenzione di partire. Scrive inoltre per altri siti e collabora con enti turistici per la promozione del territorio. È tra le poche persone a poter affermare che il suo lavoro è un piacere, perché coincide con la sua passione. I giorni che passa in Italia si possono contare: costantemente alle prese con una valigia da riempire, affronta il viaggio come un’occasione per conoscere meglio gli altri, ma soprattutto sé stessa

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Marika Laurelli è in continuo movimento, non fa neanche in tempo a disfare le valigie che subito deve prepararle di nuovo in vista della prossima trasferta. Fa parte della sua professione, e la cosa non le pesa neanche un po’, perché a ragione può affermare di fare “il lavoro più bello del mondo”. E non si può darle torto, dato che la ragazza, 25 anni di Campobasso, di mestiere fa la blogger. Di viaggi, s’intende. Il suo ‘Gate 309’ si è aggiudicato un posto nella top ten dei blog a tema ‘vacanziero’ più cliccati in Italia.

«È nato tutto per caso – spiega –. Da piccola, grazie ai miei genitori, ho potuto visitare moltissimi paesi; in più amo scrivere: praticamente viaggio e scrivo da quando ho memoria. Da grande ho imparato a pianificare le mie vacanze da sola, e i miei amici hanno iniziato a chiedermi una mano per organizzare le loro, quindi un giorno mi sono chiesta: “Perché non mettere queste informazioni a disposizione di tutti?”, e così è nato ‘Gate 309’, che gestisco insieme al mio fidanzato, compagno di viaggi e di vita, Diego Miele. In pratica ho unito le mie due più grandi passioni e ne ho fatto una professione. Mi sento molto privilegiata».
E in effetti lo è: da un paio di giorni è tornata da un tour tra Siviglia e Portogallo e ha già in programma il prossimo, tra venti giorni. Un mese ‘zaino in spalla’ tra India, Malesia e Indonesia. Una vita frenetica, colorata, piena di esperienze e di persone con cui si è condiviso un pezzo di cammino. «La componente principale di una vacanza, per me, è fatta dagli incontri con la gente del posto – dice Marika entusiasta – questo per me e Diego viene prima di ogni monumento o museo, e infatti alcuni dei nostri migliori amici li abbiamo conosciuti nelle varie località che abbiamo visitato. Quando siamo stati a Cuba, ad esempio, abbiamo passato l’ultimo giorno a L’Avana con la famiglia che gestiva il b&b (le tradizionali casas particulares) in cui abbiamo dormito. Quando ci siamo salutati la nonna si è messa a piangere, è stato emozionante. Ci sentiamo ancora adesso».
Proprio da quel viaggio, il primo che la coppia ha fatto insieme, è nato il nome del sito. Era il 30 settembre del 2012, da lì ‘Gate 309’. «Da allora non ci siamo più fermati. – continua la ragazza – L’idea di aprire il blog ci è venuta l’anno dopo, abbiamo iniziato per caso, quasi per gioco. Poi gradualmente il sito è cresciuto, arrivando a ricevere riconoscimenti rilevanti e a essere citato in testate importanti, come La stampa o Il corriere della sera. Il punto di svolta, forse, è stata un’iniziativa che lanciammo quasi per scommessa: visitare, una volta al mese e per due giorni, un paese europeo, ponendoci come tetto massimo la cifra (tra volo e albergo) di 120 euro. Da allora la gente si è iniziata ad appassionare a quello che facciamo. Un obiettivo che cerchiamo di perseguire diffondendo le nostre esperienze è quello di insegnare alle persone che ogni posto può regalare qualcosa di positivo e che anche i viaggi impossibili, con un buon lavoro di ricerca, diventano abbordabili, e non parlo solo del costo. A volte si scarta a priori una meta perché si ritiene erroneamente pericolosa, oppure la si giudica poco adatta a sé stessi. Consiglio invece di informarsi bene, crearsi un’opinione sul percorso da fare, chiedere informazioni a chi c’è già stato, pianificare con calma le cose e poi farsi il regalo più bello: l’occasione di visitare un posto mai visto, da cui assorbire tutto come una spugna, per poter imparare qualcosa in più non solo sulla cultura o la popolazione locali, ma soprattutto su sé stessi. Posso affermare che la maggior parte delle cose che so le ho apprese durante i miei viaggi, che costituiscono per me innumerevoli lezioni di vita. Il diverso ci fa crescere, ci mette alla prova, ci rende indipendenti».
Marika con i suoi racconti fa vivere ai visitatori del sito le emozioni provate durante il viaggio, ma da anche consigli sugli itinerari da seguire, collabora con enti turistici italiani e stranieri per progetti di promozione del territorio, scrive anche per altri blog o riviste. «La professionalità, quando si lavora sul web, è fondamentale – dichiara la ragazza – questo vuol dire lavorare anche quando si è in viaggio, tornare in albergo la sera dopo aver camminato per tutto il giorno e mettersi al computer. A volte la gente non capisce che questa è una professione a tutti gli effetti, non si rende conto dell’impegno che c’è dietro. Non ci sono orari fissi, certo, ma questo vuol dire anche fare dei sacrifici, per esempio fare le ore piccole davanti al computer. Ci vuole tanto entusiasmo».
Su ‘Gate 309’ c’è anche una sezione dedicata al Molise, in cui Marika suggerisce degli itinerari nella nostra regione, come Termoli o Pietrabbondante. «Dal momento che da noi il turismo è quasi inesistente – afferma la blogger – penso che si dovrebbe partire dal valorizzare al massimo quello che già abbiamo con degli investimenti mirati e un progetto fatto bene. Per far questo si dovrebbe dare una chance ai giovani e alle nuove risorse, creando una rete di collaborazioni per facilitare i potenziali viaggiatori».
Dopo aver ascoltato tanti racconti e aneddoti e visto coloratissime foto da tutti gli angoli del pianeta è naturale porre alla ragazza la domanda: “Qual è stato il paese che ti è piaciuto di più?”
«Difficile dirlo – risponde – ma mi sento di dire la Birmania, perché abbiamo trovato persone molto ospitali e ci siamo trovati benissimo. Il viaggio più bello, invece, è sempre il prossimo».

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