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Dolci da medaglia d’oro. Daniela, la pasticcera che rappresenta il Molise e sogna l’Eccellenza

La pasticceria è il suo mondo, la sua strada e anche la sua passione e la sua costanza, un sogno che si è realizzato per Daniela Carissimo, trentacinquenne di Trivento che ha aperto due attività ed è diventata da ottobre 2015 delegata regionale della Federazione italiana pasticceria, cioccolateria e gelateria. Due medaglie d’oro e una d’argento grazie ai suoi capolavori per il palato e per gli occhi. Ora vuole creare un gruppo di collaboratori molisani per far conoscere la regione in tutta la Penisola attraverso le sue prelibatezze dolciarie ed entrare a far parte dell’Equipe d’Eccellenza.

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La pasticceria era sulla sua strada. O meglio, la sua strada. L’aveva persa, credendo che mai più sarebbe potuta diventare una pasticcera e invece la vita, il caso, il destino o semplicemente la sua determinazione e la sua voglia di indossare la giacca bianca l’hanno aiutata a realizzare il suo sogno. Che ora si è trasformato in due attività, in cui gelato e piccole grandi opere per la vista e per il palato sono diventate il suo mondo. Un mondo fatto di zucchero, farina, impasti, miscele e anche un po’ di chimica, «perché il gelato non è solo latte, zucchero, creme e frutta, è anche e soprattutto chimica in cui tutto va dosato e bilanciato bene».

Ma il suo essere “maga dei dolci” non si ferma dentro al laboratorio perché da ottobre 2015 è anche delegata per la regione Molise della Fipgc, la federazione Italiana di pasticceria, gelateria e cioccolateria. Un ruolo poco istituzionale e molto pratico, per far conoscere la federazione in tutta la regione a suon di dolci e composizioni magnifiche e soprattutto per portare il Molise fuori dai suoi confini e gareggiare con le altre regioni attraverso le eccellenze anche dolciarie. «E’ un ruolo che ti attribuisce grandi responsabilità, il compito è quello di trainare la regione a livello nazionale, stiamo anche collaborando con due scuole alberghiere – a Termoli e Vinchiaturo – per lavorare con i ragazzi e insegnare loro i trucchi del mestiere anche attraverso master e gare, come quella che si è svolta a marzo al Federico II di Svevia alla presenza del presidente nazionale Roberto Landini».


Lei si chiama Daniela Carissimo, trentacinquenne molisana di Trivento che da otto anni gestisce due attività nella sua città. La prima volta nel forno a quattordici anni, nell’attività dei parenti a Salcito, sua città d’origine. Poi uno stop lungo in cui il sogno non era svanito per nulla e infine, otto anni fa, la possibilità di rilevare un’attività a Trivento, «passavo davanti al centro commerciale e mi dicevo qui ci starebbe proprio bene un pasticceria, la mia». E così è nato il suo laboratorio dove ogni giorno sforna mignon, cornetti, rustici e torte realizzati con i prodotti del territorio.

Il suo motto infatti è «valorizzare il territorio e realizzare un prodotto artigianale». Perciò il latte delle sue creazioni è quello che munge il padre in campagna, la frutta quella degli alberi in giardino e i prodotti dell’orto. E con questi prodotti ha creato capolavori dolciari degni delle migliori medaglie nazionali. Un oro a Catania a dicembre 2014 con un lingotto di castagne, bocconotto e pandolce con liquore al latte, un liquore bianco e cremoso fatto di alcol puro, latte e bacca di vaniglia. E poi a gennaio 2015 un altro oro con un semifreddo al cocco con gelè di mandarino e croccante al pistacchio e il bocconotto, dolce che riscuote sempre grandi apprezzamenti in tutta la Penisola. Ultimo in fatto di tempo l’argento a febbraio 2016 a Matera dove ha vinto con una purea di mango, una brunoise, ovvero una cubettata, di frutta con mousse al cioccolato bianco e mou di nocciole con bavarese alla vaniglia, con croccante di nocciole e glassa al cioccolato a specchio. Capolavori del gusto nati dopo vari tentativi e di fronte ad una giuria d’eccezione, forse la più diretta e vera, quella del marito e della sorella, i primi a vedere le opere realizzate e impiattate e i primi a esprimerle il loro parere.

Il sogno di aprire la sua pasticceria lo ha realizzato, ma nel cassetto ne resta un altro. Anzi due. Creare un gruppo molisano di collaboratori ed entrare a far parte dell’Equipe d’Eccellenza della federazione. Questo è il Molise che esiste, resiste e fa parlare bene di sé.

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