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Paolo e il suo giro del mondo in 500 giorni: “Che bello incontrare termolesi nell’altro emisfero” foto

Un anno e mezzo dopo aver lasciato Termoli e l’Italia per un viaggio in autostop, il 32enne Paolo Leone racconta di aver conosciuto 9 Paesi e tre continenti e di aver fatto per sei mesi il fotografo nel miglior parco di Brisbane. Ora riparte con un campervan lungo l’Australia assieme alla sua ragazza Arianna, ma ha parole speciali per Termoli. «Ogni tanto incrocio dei compaesani ed è bellissimo far riaffiorare i ricordi».

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Un anno e mezzo fa Paolo Leone, 32enne termolese, aveva raccontato a Primonumero.it il perché di una scelta radicale. Mollare il lavoro, la casa e gli amici per girare il mondo in autostop. Cinquecento giorni dopo scrive zaino in spalla mentre si prepara a lasciare Brisbane, capitale del Queensland, uno degli Stati che più catturano le attenzioni dei turisti in Australia. Lasciarla per dove? Verso casa? Neanche per sogno. Dopo aver toccato quasi dieci nazioni e tre continenti diversi (qui la sua pagina Facebook che è una sorta di diario), Paolo ha deciso di rimettersi in marcia assieme alla sua ragazza Arianna. Per continuare a esplorare.
Nel frattempo c’è tanto da raccontare e un po’ di nostalgia non manca nelle parole di Paolo. Termoli è sempre nel suo cuore e un passaggio particolare del suo viaggio è stato proprio quando ha incontrato dei compaesani a migliaia di chilometri da casa. Ecco il suo racconto
«Sono passati 500 giorni ormai da quando ho lasciato Termoli, per fare 5 mesi di viaggio da solo in Europa tra Italia, Svizzera, Francia, Spagna, Portogallo e Marocco. Dopo il Marocco sono stato raggiunto da Arianna, la mia ragazza, ed insieme abbiamo proseguito andando alle Canarie, Spagna, Francia, Inghilterra, Scozia e finalmente Australia».

Paolo l’aveva raccontato anche prima di partire: l’obiettivo era arrivare nella terra dei canguri. «Arrivati qui in Australia a maggio 2015, ci siamo messi a cercare lavoro perché eravamo davvero a corto di finanze. Dopo un bel girovagare passato a dormire in macchina e a bussare alla porta di fattorie sperdute nell’entroterra, siamo arrivati a Brisbane. Qui io ho prima trovato lavoro come lavapiatti in una pizzeria italiana ma dopo poche settimane io ed Arianna siamo stati presi dal più prestigioso parco di Brisbane: il Lone Pine Koala Sanctuary. Io ho fatto per 6 mesi il fotografo (con tanto di promozione dopo 3 mesi a fotografo principale) ed Arianna si è preoccupata del Customer Service(assistenza clienti, ndr)».

Qualche giorno fa, ecco una gradita sorpresa. «Proprio a pochi giorni dallo scadere del nostro tempo massimo di lavoro (6 mesi con lo stesso datore) Angelo Nappolitano, un altro termolese Doc, mi ha scritto su Facebook dicendomi che mi sarebbe passato a trovare e così è stato. L’ho portato con me al parco ad abbracciare koala, fare selfie con i canguri e dare da mangiare ai lorechitti. incontrare un altro termolese nel bel mezzo di koala e canguri fa sempre un bell’effetto Abbiamo passato una bella giornata insieme realizzando anche il sogno di Carla di abbracciare un koala. E come poteva mancare un selfie con le luci di Brisbane alle spalle (foto larga qui sopra, ndr)? E la cosa più bella è stata sapere che anche lui assieme a Carla, la sua ragazza, è partito per un giro del mondo ispirato dai suoi predecessori Massimiliano (Perrella, ndr) e Paolo. Proprio una Termoli con l’istinto di viaggiare insomma».

Ma come accennato, non è la prima volta che a Paolo capita di incontrare altri termolesi in giro per il mondo. «Non è il primo termolese che incontro nel cammino, come ad esempio Stefano Rosati a Losanna o Andrea Trotta a Marsiglia. Ogni volta è una gioia anche solo risentire qualche parola in dialetto e ricordare i tempi passati. Anche se adesso sono molto lontano, Termoli ha sempre un posticino speciale nel mio cuore, anche quando l’acqua è piena di cloriti (fa una faccina, per far capire che sta scherzando, ndr)».

Il viaggio però non è finito. Paolo e Arianna riprendono il cammino. «Adesso, tra poche ore, riparto dopo aver terminato di lavorare. Questa volta niente autostop, l’Australia è troppo grande ma soprattutto va vissuta per strada ora dopo ora ed è per questo che viaggeremo in un piccolo campervan: letto, lavello e un cucinino a gas ci accompagneranno nella nostra discesa da Brisbane fino alla magnifica Sydney e poi via per il sud dell’Australia, la Nuova Zelanda e chi lo sa quali altre fantastiche mete».

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