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Sfida degli Ottovolante, al 100% molisani: un disco (a km 0) che convince pubblico e critica

Gianni Manariti, Giovanni Colafabio e Federica Ferrante: è loro “Re di quadri in trip”, uscito per Diavoletto Netlab e accompagnato da un videoclip prodotto a chilometro zero. Electro rock italiano e shoegaze che si mescola con dream pop e new wave. Sonorità profonde, perfino lugubri, che s’intrecciano con frequenze synth bass. Il risultato è un disco originalissimo e unico, che la critica musicale sta apprezzando parecchio riservandogli recensioni e commenti positivi su riviste specializzate e trasmissioni radio.

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Electro rock italiano e shoegaze che si mescola con dream pop e new wave. Sonorità profonde, perfino lugubri, che s’intrecciano con frequenze synth bass. Il risultato è un disco originalissimo, che la critica musicale sta apprezzando parecchio riservandogli recensioni e commenti positivi su riviste specializzate e trasmissioni radio.

Il particolare che gli artisti siano giovani molisani e lo studio di registrazione si trovi nel Comune di Petacciato aggiungono un’eco di sorpresa e un sorriso di sollievo: il Molise esiste, anche fuori dalla linea di confine geografia, e gli Ottovolante ne sono una (bella) prova. Gianni (Manariti), Giovanni (Colafabio) e Federica (Ferrante): è loro “Re di quadri in trip”, uscito per Diavoletto Netlab e accompagnato da un videoclip prodotto a chilometro zero al quale tra non molto se ne aggiungerà un secondo ugualmente caratterizzato dalla condivisione di amici e amanti del genere.

Un genere inclassificabile, a dire il vero, che si tiene in equilibrio tra il buio e gli sprazzi di colore fluo, perchè come dice Gianni Manariti «ci piace immaginare la nostra musica come un bel frontale tra il rosso-porpora di Iron Man e il verde acido di Slimer».

Il 4 giugno la data di uscita del lp: 8 tracce che nella versione doppia sono suonate anche al contrario, con titoli e testi di senso opposto. Ma anche esempio concreto della capacità di osare dell’arte, che non conosce evidentemente le cautele e le imposizioni della provincia.

Così da Petacciato e Montenero di Bisaccia, lo spazio dove crea, suona e incide la band molisana, parte la sfida del gruppo che aveva esordito nel 2012 con “La battaglia delle mille lepri”, e che adesso, con “Re di quadri in trip”, dimostra di essere diventata grande e di saper curare oltre alle sonorità anche i testi. Brani di denuncia sociale o racconti sul limitare della realtà contemporanea di gente “nomale”, situazioni “normali”, quotidiane e nello stesso tempo intrise di sarcasmo e dissacranti.

L’album è stato registrato nel Red Sound Studio di Petacciato, lo studi dio Gianni dove i tre hanno avuto uno spazio a disposizione per mesi. Qui hanno registrato, campionato, mixato, perfezionato, distrutto e ricostruito. Alla fine il lavoro li ha convinti anche nei minimi dettagli ed ecco il cd, «prodotto prodotto da noi e che ci rappresenta al 100 percento».

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