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Comunità di Tufara finanzia imponente statua del Santo Patrono

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Una statua di oltre due metri. Di bronzo. Posta su un masso enorme che supera i 100 quintali. Altezza totale: 4 metri e 20 centimetri. La comunità di Tufara ha finanziato un’opera realmente imponente e significativa, dedicata al Santo Patrono, Giovanni Eremita da Tufara, appunto. Su iniziativa di tre cittadini (Michele Consiglio, Giannantonio Palmieri e Pierino Iaconianni) gli abitanti del piccolo paese fortorino, noto ai più per la bellissima fortezza e per la maschera del diavolo di Carnevale, hanno deciso di rafforzare la devozione per il personaggio più illustre del luogo, un grande uomo, un grande Santo, la cui opera di carità diffusa per buona parte del XII secolo rappresenta ancora oggi un riferimento esplicito e luminoso di devozione totale per il prossimo.
La statua è in fase di lavorazione.

“Riproporrà il Santo come era rappresentato nella statua originale (foto), andata bruciata nel 1964” spiega Michele Consiglio. Le mani sulla scultura sono quelle di Ettore Marinelli artista della Pontificia Fonderia di Agnone, una garanzia di qualità per un lavoro molto atteso, non solo da parte dei tufaresi. Il ‘San Giovanni Eremita in bronzo’ sarà collocato in una piccola area verde in costruzione (in foto lo sbancamento) che sarà intitolato ‘Belvedere San Giovanni Eremita’. L’opera raffigura il Santo con le braccia protese al prossimo. Sarà già visibile il 28 agosto che è il giorno in cui, nel 1221, 51 anni dopo la morte di Giovanni, i vescovi di Volturara, Dragonara e Montecorvino ne portarono in solenne processione a Tufara una reliquia (il braccio). A quella data si fa risalire l’intitolazione di santo, in quanto la canonizzazione è avvenuta secondo la proceduta vigente all’epoca, quella della elevatio et translatio corporis. Nei tre anni precedenti erano state condotte le ricerche sulla vita e sui miracoli di Giovanni da Tufara, chieste da Papa Onorio III con bolla del 3 giugno 2018.

Giovanni da Tufara ha vissuto da eremita. Vendette tutti i suoi averi e distribuì il ricavato ai poveri. La sua sete di spiritualità e ricerca di ascetismo attirarono molti giovani alla devozione profonda. Molti si unirono a lui e nel 1156 Giovanni decise di avviare la costruzione del monastero di Gualdo Mazzocca a Foiano, che divenne un’abbazia che offriva contemplazione e preghiera, ma anche sostegno e aiuto concreto ai poveri e ai bisognosi.
In tanti ne hanno chiesto la proclamazione a Santo Patrono del Fortore, primo fra tutti Monsignor Giancarlo Bregantini, Vescovo della Diocesi di Campobasso-Bojano. Ma Giovanni è anche un santo molisano. Oltre a lui e a San Pietro Celestino, annoveriamo come territorio i ‘testimoni di fede’ ovvero santi molisani che lo stesso Vescovo Bregantini presentò attraverso un grande manifesto e una scheda informativa a Papa Francesco, in visita nel Molise nel luglio del 2014.

Nel frattempo a Tufara cresce l’attesa. Il Santo viene festeggiato tre volte in paese: il 24 giugno, in occasione dell’onomastico, il 28 agosto in memoria dell’arrivo della reliquia e il 14 novembre nell’anniversario del la morte. La data scelta per l’inaugurazione è quella di agosto, dovrebbe avvenire il 19, cioè 9 giorni prima della Processione. I tufaresi vorrebbero lasciare un segno tangibile di devozione e ammirazione per il proprio straordinario e amato ‘figlio’. Il momento è finalmente arrivato.
(MC)

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