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Battista ordina taglio alberi pericolosi. Cretella: “Non se ne abusi”

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Piante, ma soprattutto alberi che limitano – ad esempio – la visibilità della segnaletica stradale, saranno rimossi così come deciso dal sindaco di Campobasso che ha emanato un’ordinanza per ridurre situazioni di pericolo sia per i pedoni che per gli automobilisti. E fin qui nulla di strano. Il provvedimento è sicuramente auspicabile soprattutto con l’esplosione delle fioriture che talvolta trasforma in piccole “giungle” urbane anche banalissime rotatorie.
Simone Cretella, consigliere comunale del M5S auspica che l’ordinanza venga attuata «solo ed esclusivamente in caso di reali situazioni di pericolo e non diventi lo strumento per una nuova stagione di immotivato disboscamento, come purtroppo accaduto negli anni scorsi, attuato dai privati anche su piante in perfetta salute e non costituenti alcun pericolo, quasi sempre per effetto di valutazioni superficiali ed in assenza di pareri tecnici rilasciati da personale qualificato».
Non una sillaba è stata spesa da Battista sull’obbligo da parte dei proprietari di fondi rustici sia rurali che urbani adiacenti ad abitazioni private, strade, piazze, viali, marciapiedi ed aree pubbliche, di assicurare il decoro e la perfetta pulizia dei luoghi con un minimo di due cicli di lavoro all’anno, con particolare riferimento allo sfalcio dell’erba e della vegetazione incolta.
«Un obbligo – fa notare il consigliere Cretella – previsto dall’art. 37 del vigente regolamento del verde pubblico e privato ma completamente dimenticato dall’amministrazione che mai ha ritenuto opportuno esercitare la giusta autorità attraverso specifiche ordinanze, azioni di verifica e sanzionatorie o anche mediante l’ intervento diretto della stessa amministrazione, a tutela del decoro e della pubblica incolumità, con addebito delle spese ai proprietari inadempienti. Ne emerge, ancora una volta, la scarsissima considerazione per il decoro della città e per il verde urbano, che in questi giorni versa in condizioni di degrado allarmante, nonché l’assoluta incapacità da parte dell’amministrazione di far rispettare i propri regolamenti».

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