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“Spostare la corsa dei carri a luglio”. I carristi scrivono al Sindaco

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Le tre associazioni carristiche di Portocannone non si arrendono, vogliono «correre i carri». Una richiesta messa nero su bianco su un documento congiunto che è stato protocollato questa mattina, giovedì 17 maggio, e indirizzata al primo cittadino del piccolo comune bassomolisano, Giuseppe Caporicci. «Proponiamo di spostare in via del tutto straordinaria la Corse dei Carri edizione 2018 – scrivono Giovani, Giovanotti e Xhuventjelvet – a data da destinarsi e da individuare tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio. Con una attenta e tempestiva pianificazione tra Amministrazione, Associazioni carristiche e agricoltori cerealicoli».

Un lasso di tempo non scelto a caso: esattamente in quel periodo avviene la trebbiatura del grano e quindi, secondo i carristi, la possibilità di reperire, «a costo zero», i balloni di paglia per mettere in sicurezza il tracciato di gara. Uno dei motivi per il quale è saltata la carrese di Portocannone è, appunto, l’eccesivo costo per la messa in sicurezza del tracciato di gara.
La Commissione Unica di Vigilanza sugli spettacoli aveva, in via del tutto eccezionale, aperto all’utilizzo dei balloni di paglia per la perimetazione del percorso in alternativa allo steccato a collo d’oca. Tuttavia, secondo il piano economico elaborato dall’Amministrazione comunale i costi per la messa in sicurezza ammontavano a 120mila euro dei quali solo 82500 euro per il noleggio dei balloni di paglia. Cifre impossibili da reperire. «Pagare un rifiuto quanto il grano che produciamo è ridicolo. Siamo sicuri che tutti i campi di grano, o meglio di paglia saranno a disposizione di questo compito comune. La salvaguardia della tradizione».

I rappresentanti dei Giovani, Giovanotti e Xhuventjelvet accusano l’Amministrazione di essere stati «semplicemente informati sull’insostenibilità dei costi preventivati ed in nessun modo consultati sulle possibili soluzioni e sulle evidenti alternative che sono emerse nei vari incontri che gli stessi hanno organizzato al fine di addivenire a una soluzione: il rispetto per gli uomini di carri dovrebbe essere alla base di ogni confronto». Quindi, per i carristi il lavoro fatto per la salvaguardia, la realizzazione e lo svolgimento della corsa «è insufficiente, inadeguato; il campo del possibile è molto più ampio di così; preservare nell’errore sarebbe distruttivo».

Gli stessi carristi, nel riconoscere le difficoltà economiche dell’ente, il comune di Portocannone è commissariato per via del dissesto finanziario creatosi a seguito del debito di 5 milioni di euro lasciato dalla gestione amministrativa di Luigi Mascio, invitano «tutti a ricercare strategie low cost per approntare l’organizzazione della Corsa dei Carri 2018 e le successive: in quest’ottica è doveroso intraprendere un percorso di unificazione delle attività e delle finalità con i comuni di San Martino in Pensilis, Ururi e Chieuti pensando di consorziare le spese per l’acquisto del materiale necessario».

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