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Spacciavano droga, procuratore D’Angelo chiede misure più severe

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Erano stati arrestati lo scorso 8 maggio dai carabinieri di Bojano (in foto la conferenza stampa nella caserma di via Mazzini, ndr) perchè accusati di spacciare droga tra il Molise e la Puglia. I due molisani, N.M. e E.M.A. rispettivamente di 24 e di 23 anni, sono agli arresti domiciliari da nove giorni, mentre G.A., il 21enne pugliese accusato di rifornire le piazze dei centri dell’area matesina, era stato raggiunto dal divieto di dimora in Molise.

La misura decisa dal gip è stata considerata troppo morbida dal procuratore capo di Campobasso Nicola D’Angelo che ha impugnato l’ordinanza. D’Angelo infatti aveva chiesto la detenzione in carcere per i due molisani e i domiciliari per il giovane foggiano. Ha dunque presentato appello al Tribunale del Riesame che ha fissato al prossimo 29 maggio l’udienza nella quale compariranno tutti e tre i ragazzi coinvolti nell’operazione antidroga. Davanti al collegio giudicante presieduto da Giampiero Scarlato avranno la possibilità di parlare e e di chiarire la loro posizione nell’ambito di un blitz che ha fatto parlare parecchio e che ha confermato il giro di droga tra Molise e Puglia.
In particolare, secondo le indagini dei Carabinieri, il 24enne e il 23enne molisani avevano creato un giro di clienti affezionato e ogni dieci giorni andavano a Foggia per rifornirsi di sostanze stupefacenti che poi rivendevano alla loro clientela abituale. Per gli investigatori avevano creato “un commercio fiorente” tanto da arrivare a guadagnare fino a 1000 euro a settimana, soprattutto durante le feste, un periodo particolarmente florido per la maggiore richiesta da parte degli assuntori di droga.

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