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Area verde dedicata a vittime Foibe: Campobasso prima città del Sud

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A Campobasso un parco in memoria delle vittime delle foibe, tragedia troppo spesso rimossa. Una ricorrenza che fino a poco tempo fa era dimenticata: solo negli ultimi anni (è stata istituita come solennità civile nel febbraio 2004) si sta recuperando memoria e ricostruzioni storiche di quanto avvenuto.

E domani – 10 febbraio – proprio in occasione della giornata, l’amministrazione comunale su richiesta della commissione consiliare “Statuto e Regolamenti” che ha lavorato al progetto, inaugurerà l’area verde che divide via Berlinguer dalla lottizzazione di Parco dei Pini chiamandola “Giardino del Ricordo Vittime delle Foibe”.


Il dramma dell’esodo, le violenze e le persecuzioni che molte famiglie hanno subito in quegli anni, ormai non fanno più parte soltanto dei libri di storia e le istituzioni anno dopo anno colgono occasioni per trasmettere, soprattutto alle nuove generazioni, il monito affinché questi terribili fatti non si ripetano mai più.

Lo ricorda anche il sindaco Antonio Battista nel messaggio scritto di suo pugno proprio in memoria di quanto accaduto. Tocca a noi, ad ogni cittadino italiano, con senso di responsabilità, evitare che quella memoria vada smarrita, fare in modo che quelle persone sopravvissute siano rispettate, che quelle migliaia e migliaia di vittime possano quantomeno continuare a vivere nella nostra memoria collettiva come se potessimo tirarle fuori dalle voragini carsiche. A quelle donne, a quegli uomini, a quelle intere famiglie distrutte dalla cieca ferocia, l’amministrazione comunale di Campobasso intitola domani, 10 febbraio 2018, un largo nell’area di via Crispi.

Un gesto profondamente voluto, coralmente desiderato, ma anche dovuto perché credo che in ogni città, oltre alle grandi figure storiche e ai personaggi che hanno lasciato un segno all’umanità, serva anche ricordare gli anni bui che fanno parte della nostra storia. Così come abbiamo già fatto per la Shoah intitolando un parco alle vittime dell’olocausto nel quartiere Cep, come è stato deciso tanti anni fa con i Martiri della resistenza, con i Caduti del tiro a segno, o solo qualche mese fa con il Parco che celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, o come faremo presto dedicando uno spazio a Falcone e Borsellino. Un impegno che deve essere anche un ricorso al nostro sentirci parte di una comunità, alla voglia di ribellarci a pagine di storia ingombranti, alla necessità di comprendere tutta la negatività di errori che non vanno più ripetuti”.

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