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Riforma Consorzi, Totaro contro Facciolla: “legge beffa e contentini”

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Se la riforma della bonifica e della irrigazione passata ieri, sabato 19 gennaio in Consiglio regionale è un successo della riorganizzazione e della modernizzazione dei consorzi secondo l’assessore Vittorino Facciolla e la maggioranza, è al contrario molto critico Francesco Totaro, consigliere regionale dissidente che da tempo ha preso le distanze in maniera irrevocabile rispetto al governo regionale. Una “riforma beffa”, la definisce, «passata a colpi di maggioranza nonostante i forti dissensi in seno al consiglio regionale». È una beffa per il settore agricolo del basso molise, secondo Totaro, perché «non pone le basi per la risoluzione dei problemi storici sulla irrigazione a Larino a Termoli e non offre nessuna garanzia ai consorziati. Si capisce chiaramente – continua – che il debito pregresso degli enti di bonifica resterà incarico ai consorzi, dal momento che la regione si è limitata a istituire un fondo straordinario che funzioni come garanzia per accedere a finanziamentibancari per il ripianamento dei debiti pregressi. Scontato – aggiunge – che il prossimo passo sarà quello di richiedere ai consorziati il pagamento delle quote capitale e quota interessi delle rate dei mutui che il nuovo Consorzio di Bonifica del basso Molise dovrà stipulare per estinguere i debiti dei consorzi soppressi, che si sono accumulati principalmente continua per i mancati trasferimenti regionali. Il nuovo ente Dunque sconterà con le stesse problematiche che hanno determinato Il tracollo dei due consorzi di bonifica di Termoli e Larino, i costi elevatissimi energetici per il pompaggio dell’acqua e il costo della risorsa idrica».

Totaro aggiunge poi una riflessione sul “contentino” che a suo avviso sarebbe stato elargito, ossia che la sede legale del nuovo ente resterà nel centro frentano.
«Un contentino per la città frentana che negli ultimi cinque anni è stata oggetto di una vera e propria mannaia che ha portato al ridimensionamento oggettivo, in primis, dei suoi abitanti e di conseguenza anche al tracollo della sua economia, se è vero, come è vero, che solo negli ultimi cinque anni Larino ha perso quasi 1000 abitanti. Al 31 dicembre 2017 hanno chiuso ben 7 attività commerciali, ma soprattutto ha perso quel ruolo di centralità del territorio circostante con la chiusura del suo ospedale.
Uno stabilimento ospedaliero intorno al quale gravitava la stragrande maggioranza dell’economia cittadina. Un’economia che registra oggi un grande affanno testimoniato dalle vetrine dei negozi chiusi e promesse di futuro che sono rimaste nei cassetti delle promesse elettorali di cinque anni fa, promesse che oggi si vorrebbero sintetizzare con l’attribuzione della sede legale del nuovo ente di bonifica.Davvero una beffa per una città che dovrebbe, al contrario, per la sua storia, per il suo patrimonio artistico, culturale e agricolo diventare centro modello della nostra Regione».

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