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Il volume sulla trasmumanza al Mibact, presentazione nella capitale

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Sarà presentato il 23 gennaio al Mibact, al Minisero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo a palazzo del Collegio Romano il volume a cura di Katia Ballacchino e Letizia Bindi, docente associata Antropologia Culturale all’Unimol “Cammini di uomini, cammini di animali. Transumanze, pastoralismi e territori bio-culturali”.

Il volume raccoglie gli atti di un convegno internazionale organizzato dal centro dell’Università degli studi del Molise ‘Biocult’ per le risorse bio-culturali e lo sviluppo locale che si è tenuto a Campobasso nel novembre del 2016 cui parteciparono numerosi colleghi italiani provenienti dai più disparati ambiti disciplinari a vario titolo interessati dal fenomeno della transumanza e del pastoralismo (zootecnici, paesaggisti, storici, archeologi), ma anche alcune interessanti esperienze internazionali quali quelle francesi della Maison de la Transhumance e dell’area della Region Paca, quelle svolte da ricercatori e cineasti nell’Europa orientale, quelle interessanti svolte ancora in Italia sul pastoralismo femminile. Si aggiungono a questa ricchissima carrellata di casi studio e restituzione di ricerche specifiche, alcune preziose testimonianze locali legate alla persistenza e rinnovarsi della tradizione del pastoralismo transumante e di monticazione, le esperienze di conservazione e valorizzazione dei percorsi tratturali come piattaforme per un rilancio turistico delle aree periferiche e interne del centro meridione italiano, l’interessante intreccio tra vigilanza del territorio e ripensamento delle politiche di conservazione e valorizzazione di questi beni strategici al tempo stesso culturali e ambientali.

È per questo che la presentazione del volume avverrà alla presenza e con la competente presentazione del professor Giuliano Volpe, Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, del Magnifico Rettore dell’Università del Molise, Gianmaria Palmieri, della Soprintendente Mibact per il Molise, dottoressa Teresa Elena Cinquantaquattro e del dottor Giuseppe Blasi, Capo dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Mipaaf. Con loro il Presidente del Centro Biocult e Pro-Rettore Professor Fabio Pilla, il direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche, sociali e della formazione dell’Unimol, Professor Enzo Di Nuoscio, le dottoresse Stefania Baldinotti e Emilia De Simoni, Antropologhe dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, il dottor Leandro Ventura, Direttore dello stesso Istituto, ma anche Segretario Generale Mibact per il Molise e del suo polo museale e il dottor Pierluigi Milone, consulente ed esperto dell’Assessorato alle Politiche Agricole della Regione Molise ed esperto di strategie di sviluppo rurale.

L’intento è quello di utilizzare la presentazione del presente volume come una occasione di confronto fuori e dentro le aree regionali direttamente e maggiormente interessate dal fenomeno della transumanza sulle politiche e i processi di conservazione e valorizzazione dei suoli e aree tratturali, ma anche di rilancio dell’insieme di saperi e attività che alla secolare pratica della transumanza trasversale e verticale si sono legati nelle diverse regioni.
Katia Ballacchino, docente di Etnografia visiva all’Università degli Studi del Molise e assegnista di ricerca delle Università della Basilicata e Letizia Bindi, docente di discipline demoetnoantropologiche e direttore del Centro di ricerca ‘Biocult’ nello stesso Ateneo molisano che hanno curato il volume, infatti, sono convinte che questa dei tratturi e della transumanza sia una vicenda emblematica per la comprensione delle politiche di tutela dei territori e la vigilanza sui beni ambientali e culturali, che essa indichi con chiarezza l’importanza per le regioni periferiche e interne di puntare sulla tutela e promozione delle antiche vocazioni territoriali come chiave di volta per la loro rigenerazione e rilancio.

La fotografia che hanno scelto per la copertina di questo volume testimonia questa feconda stagione di riscoperta territoriale:un’esperienza recentissima che ha visto le greggi di un pastore molisano tornare ad attraversare lo straordinario sito archeologico di Altilia grazie anche alla collaborazione tra sistema locale e sistema della ricerca in questo ambito. Con lui cultori, studiosi di più ambiti disciplinari, camminatori e fotografi, a documentare un evento che è al tempo stesso testimonianza del valore del passato e apertura verso una riplasmazione futura di questa pratica antica. E al tempo stesso un uomo con i propri animali, col proprio gregge in quella intima e cruciale relazione che oggi più che mai ci interroga intorno al futuro del pastoralismo e dell’allevamento sostenibile.

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