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Leva: “Frattura può indire elezioni se vuole, la smetta coi teatrini”

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Tiene banco negli ambienti della politica molisana l’ipotesi slittamento del voto per le regionali al 22 aprile (e non più il 4 marzo in concomitanza con le Politiche).
Ad accendere la ’miccia’ stamattina, 3 gennaio, è ancora il deputato Danilo Leva il quale, assieme al senatore Roberto Ruta nella giornata di ieri aveva fatto sapere di aver scritto al premier Gentiloni e al presidente della Repubblica Mattarella auspicando, anche per la nostra regione, l’election day il 4 marzo «soprattutto per evitare un aggravio di costi di 2 milioni di euro ai danni dei molisani».
Non lo ha convinto per niente la spiegazione tecnica del governatore Frattura al quale oggi Leva replica con una nota al vetriolo in cui sostiene che «la possibilità a cui sta lavorando Frattura da diverse settimane è stata smentita dallo stesso, il quale, in una nota, ha affermato che tutto dipenderebbe dal Viminale. Ma davvero pensa che noi si crede ancora a Babbo Natale? La legge elettorale regionale è stata approvata da oltre un mese ed è pienamente vigente. Secondo Frattura il Viminale davvero potrebbe segnalare problemi di natura tecnica? Il decreto di indizione delle elezioni lo firma il presidente della giunta regionale. Ora credo sia giusto non bruciare risorse inutilmente ed andare al voto lo stesso giorno delle elezioni politiche senza, così, cincischiare, pensando, magari, che dopo le elezioni un governo istituzionale Forza Italia-PD possa riavvicinare Patriciello allo stesso Frattura. Ho compiuto la maggiore età da qualche anno – ironizza Leva – Non credo più alle favole e ritengo doveroso che sulle regole non ci siano furbizie e si giochi a carte scoperte perché le stesse appartengono a tutti e non ad una sola persona».
Insomma quello di Frattura sarebbe solo un goffo tentativo per scaricarsi da ogni responsabilità «e con sua smentita – conclude duramente Leva – ha semplicemente, confermato che avevamo ragione. Convochi la elezioni e la smetta con i teatrini»

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