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Vertenza Oti, Veneziale sbotta: “La Regione ha lavorato in silenzio”

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“Inaccettabili, irricevibili e totalmente infondate le accuse del sindacalista Di Trocchio in merito alla gestione della vertenza Oti da parte della Regione Molise”. A parlare è l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Carlo Veneziale che replica dunque all’esponente della Femca Cisl.


Veneziale restituisce al mittente ogni addebito ed elenca circostanze e date atte a ristabilire la verità dei fatti. “I due esami congiunti per tentare di procedere con i licenziamenti si sono svolti in Regione – chiarisce Veneziale – E siamo stati noi ad accorgerci per primi dell’esistenza di criticità nelle procedure. Accadeva nei giorni 25 e 31 luglio 2017. Noi eravamo lì, ma il sindacalista Di Trocchio no”.


Si sono poi tenute due riunioni in Tribunale a Isernia al fine di risolvere la vertenza. “In quella sede – spiega ancora l’assessore – avevamo suggerito una soluzione ritenuta, però, non idonea. Mentre non ci è dato sapere cosa avrebbe pensato nel merito il rappresentante della Femca Cisl in quanto non ha partecipato al confronto. Per onestà intellettuale, devo dire che non vi è prova ad oggi dell’efficacia di quella proposta, come non vi è prova del contrario. Resto, tuttavia, dell’avviso che la nostra soluzione avrebbe permesso di giungere alla conclusione della vicenda in tempi più brevi”.


Non è tutto. L’assessore Veneziale cita poi la protesta dei lavoratori i quali, il 7 agosto, si sono presentati dinanzi ai cancelli della Oti a Pettoranello determinati ad entrare in azienda per lavorare. “Anche in quella circostanza eravamo presenti per ascoltare le istanze dei dipendenti – evidenzia l’esponente del governo regionale – anche in quell’occasione il sindacalista Di Trocchio era assente perché fuori sede considerato il periodo estivo. Come fa questi – osserva Veneziale – ad accusare la Regione di ‘assenza’ quando egli stesso non era presente?”.


“Mi preme evidenziare a questo punto – conclude l’assessore allo Sviluppo Economico – l’impegno diretto della Regione nell’aver consentito l’accesso alla cassa integrazione in deroga per i premi sei mesi del 2017 attraverso l’utilizzo delle risorse finanziarie ottenute grazie al correttivo al “Jobs act”. Molto spesso, infine, in questi mesi i lavoratori sono stati ricevuti ed ascoltati perché hanno ritenuto di contattarci direttamente, scavalcando talvolta il sindacalista dal quale evidentemente non si sentivano del tutto tutelati e rappresentati. Nel corso del tempo abbiamo avuto diverse interlocuzioni con le due procedure ma non abbiamo ritenuto di informare la stampa senza aver prima riscontro nei fatti. La Regione ha lavorato in silenzio, con la forte convinzione che per la risoluzione di situazioni delicate non servano gli urlatori. Soprattutto se assenti nel momento del bisogno”.

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