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La Dichiarazione Universale dei diritti umani compie 70 anni, il messaggio di Micone

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“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. Recita così il primo articolo della Dichiarazione Universale dei diritti umani. Un documento sui diritti della persona adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948 a Parigi.

A 70 anni di distanza quel messaggio di fratellanza, mai più guerra, oppressione o stermini, fondamenti di un mondo giusto, libero ed in pace con se stesso è ancora lontano. A distanza di tanti anni ci troviamo ancora di fronte ad un “mondo corrotto dalle contrapposizioni sociali e nazionali, consumato dall’odio razziale e religioso – ha dichiarato il Presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone – Accecato dalle conquiste di territori e dalle sottomissioni di popolazioni in omaggio a logiche imperialistiche e totalitarie,  stremato da una ‘carneficina’ senza pari, faceva approvare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 10 dicembre del 1942, una risoluzione, la n. 217”.

Azioni fortemente volute da quella dichiarazione con cui “la parte migliore dell’uomo aveva avuto con quel voto la meglio sulla parte peggiore, istintiva, egoistica, aggressiva e animalesca vita dal 1939 al 1945, ma anche il mille guerre precedenti – ha continuato Micone – Questo e molto altro fu la Dichiarazione universale dei diritti umani. Un documento a cui dobbiamo tanto come società, come civiltà, come umanità tutta. Un documento che ancora attende di essere attuato in ogni sua parte in diverse aree del mondo, e che ancora, nelle distorsioni della giustizia, della democrazia e della società, non è attuato anche nel nostro Paese e in Europa”.

Anche questo 10 dicembre deve essere dunque occasione di rilancio e di riproposizione di quei principi: “Come forze politiche e come istituzioni dobbiamo sentire forte la responsabilità di correggere e prevenire le distorsioni del sistema, come pure dobbiamo sentire altrettanto l’impegno a dare il nostro contributo, con la cooperazione internazionale e con ogni altro mezzo a disposizione, per far si che in tante altre parti del mondo i diritti dell’uomo vengano rispettati in primis dai governi e poi da ogni organizzazione pubblica o privata operante. – ha concluso il Presidente del Consiglio regionale – Questa non è una semplice battaglia, ma una vera e propria guerra alla inciviltà e all’inumanità per la vittoria della quale dobbiamo impiegare senza risparmio le armi dell’istruzione, del dialogo, della persuasione e soprattutto del rispetto delle idee e delle opinioni degli altri. Mi auguro che le scuole di ogni ordine e grado in questo giorno riflettano sulla strada fatta dall’uomo per correggere i suoi istinti negativi e di quanta resta ancora da fare per costruire una civiltà mondiale della fratellanza, della solidarietà e della libertà dei popoli e dei singoli”.

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